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May 09 Non poteva che essere così.In una rosticceria di Lecce, la radio passa una canzone che mi piace: suoni sognanti, ritmo ovattato ed ipnotico...
Torno a Roma. Cerco la canzone su iutub. La trovo. E non poteva che essere una canzone triste.
ALL GOOD THINGS (COME TO AN END)
Honestly what will become of me
don't like reality It's way too clear to me But really life is dandy We are what we don't see Missed everything daydreaming Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end come to an end come to an Why do all good things come to end? come to an end come to an Why do all good things come to an end? Traveling I only stop at exits Wondering if I'll stay Young and restless Living this way I stress less I want to pull away when the dream dies The pain sets in and I don't cry I only feel gravity and I wonder why Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end come to an end come to an Why do all good things come to end? come to an end come to an Why do all good things come to an end? Well the dogs were whistling a new tune Barking at the new moon Hoping it would come soon so that they could Dogs were whistling a new tune Barking at the new moon Hoping it would come soon so that they could Die die die die die Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end Flames to dust Lovers to friends Why do all good things come to an end come to an end come to an Why do all good things come to end? come to an end come to an Why do all good things come to an end? Well the dogs were barking at a new moon Whistling a new tune Hoping it would come soon And the sun was wondering if it should stay away for a day 'til the feeling went away And the sky was falling on the clouds were dropping and the rain forgot how to bring salvation the dogs were barking at the new moon Whistling a new tune Hoping it would come soon so that they could die. (Nelly Furtado, Tim Mosley, Chris Martin, Nate Hills) January 10 Bear with me.HUNTER If travel is searching Björk
October 05 ESCURSIONI ROMANE: mercatino domenicale di Porta Portese.Domenica, 5 ottobre 2008.
Lu aspetta Sa riflettendo sul rapporto Termini-Bellucci-Photoshop. Dopo un po', anche sulla struttura architettonica che la sovrasta:
Lu vede Sa arrivare. Lu e Sa sono pronte per la partenza:
Dopo essere sopravvisute all'autobus H, basta poco per entrare nello spirito di Porta Portese. Sa si immerge nell'analisi di un libro antico:
Insoddisfatta, Sa sceglie un altro libro:
Gli stomaci di Sa e Lu reclamano. Sa e Lu li accontentano e abbandonano Porta Portese. Lu dice a Sa di volerle mostrare il suo posticino preferito a Trastevere. Lu e Sa trovano il posticino chiuso. Affamata prima e sconsolata poi, Lu dimentica di continuare la documentazione fotografica della giornata. Nessuna foto, quindi, fino alla passeggiata lungo 'er tevere', sulla via verso casa:
Lu vede e immortala l'amatissimo Ponte Rotto:
Lu e Sa risalgono la scalinata. Lu vede due militari a riposo e non resiste alla tentazione di fotografarli (cos'è che diceva Wilde a proposito della tentazione?). Lu medita sugli odiosissimi limiti dello zoom ottico, mentre Sa, divertita e preoccupata (?), le fa notare il rischio di essere denunciata. Lu le dà troppa retta, arrossisce, passa accanto ai militari a passo spedito e con gli occhi abbassati, spiegando a Sa che tutto è possibile, ma in realtà non succede. Al contempo cerca di convincersene anche lei:
Sa e Lu arrivano alla fermata dell'autobus H. L'autobus H non arriva e Lu guarda alla sua destra:
guarda di fronte a sé:
guarda alla sua sinistra:
Poi si alza, guarda in basso e vede Sa alle prese con cellulare viola (ottima la scelta del colore, Sa!):
Con chi parla Sa? boh:
L'autobus non arriva. Lu si siede nuovamente e guarda in alto:
E arriva finalmente l'autobus! Ma solo uno che ci porterà a metà strada. Chissà che fine aveva fatto L'H.
August 01 Jack is back."Fuoco e fiamme", Jack Folla dal 2 agosto su l'UnitàSiamo lieti di offrire ai lettori de L’Unità in omaggio un'anteprima audio di trenta minuti di Jack Folla che interpreta "Fuoco e fiamme". Si tratta di un programma inedito ed esclusivo per il quotidiano. Jack Folla l’ha registrato personalmente per i lettori de L’Unità dal “Rospo Atlantico Uno”, una piattaforma petrolifera in disarmo, a venti miglia dallo stretto di Gibilterra, da dove lo sguardo giunge fino alle coste dell’Africa e ad Algeri, ma anche alla vecchia Europa.
È un regalo per inaugurare la rubrica “Fuoco e Fiamme”, pubblicata, a partire dal 2 agosto prossimo, su L’Unità, ogni martedì, giovedì e sabato, in cui l’ex detenuto di Alcatraz racconterà la sua personale visione del mondo. Pubblicato il: 28.07.08 Modificato il: 29.07.08 alle ore 15.07 There is music in our bodies!Quando i geni sono «fuori registro» vuol dire che qualcosa non vaLa musica «stonata» del cancroConvertire il linguaggio genetico in musica per monitorare la salute: un'idea anche italiana
DAL GENE ALLA NOTA - In pratica, il programma di Alterovitz provvede a convertire in suoni le proteine e le espressioni genetiche: se la melodia che ne risulta è armoniosa significa che il soggetto in esame è sano. Diversamente, una composizione musicale stonata sta a indicare uno stato di cattiva salute. L'assenza di armonia nella musica dei nostri geni rappresenta quindi un campanello di allarme, e gli scienziati coinvolti nel progetto sperano che la loro scoperta possa aiutare i medici a diagnosticare rapidamente il cancro, per esempio. Ma il programma potrà essere utile anche nello studio di malattie infiammatorie e altri processi biologici che necessitano di una rapida identificazione. PROVE - Alterovitz e colleghi hanno sperimentato la funzione matematica su un gruppo di pazienti malati di tumore al colon, concentrando la loro attenzione in particolare sull'Rna-messaggero, un acido nucleico chiave per l'espressione dei geni, arrivando a determinare una sintassi del linguaggio dei geni. Assegnando una nota a ciascuna combinazione degli stessi è possibile capire se una cellula è malata o no: quelle tumorali avrebbero «transizioni» più veloci di quelle normali, per cui la melodia che viene fuori dal programma è disarmonica. DA PITAGORA A NOI - A ispirare i ricercatori è stata la teoria musicale elaborata 2.500 anni fa da Pitagora, basata sul principio che il numero è il modello originario di tutte le cose: «I geni esprimono una dimensione con l'Rna messaggero», ha spiegato Ramoni, «usando la teoria di Pitagora, a seconda della natura del gene, verrà fuori una melodia che sarà armonica se questo è normale, disarmonica se malato». Il programma matematico elaborato dal team di ricercatori è stato pubblicato sul prestigioso Technology Review, magazine dell'Mit . Alessandra Carboni June 14 BEST PHOTO EVER!May 26 In Australia ART is censored.Art or porn? Photographer facing obscenity charges
Josephine Tovey and Philippa Hawker THE art world has denounced a "dark day in Australian culture" after police seized up to 21 photos of naked children and said they would lay charges over an exhibition by renowned Australian artist Bill Henson. While Prime Minister Kevin Rudd described the works as "revolting" and devoid of artistic merit, the art community has come out strongly on the side of Henson, rejecting the accusation that his works are pornographic. "This morning, police have attended the gallery and executed a search warrant and seized several items depicting a child under the age of 16 years of age in a sexual context," Superintendent Allan Sicard told media gathered outside the gallery. Police raided the gallery on Thursday night following a complaint that has since been revealed to have come from child sexual assault advocate Hetty Johnson (stupid bitch). Early yesterday the gallery released a statement saying it would remove some of the works and reopen the show. "After much consideration, we have decided to withdraw a number of works from the current Bill Henson exhibition that have attracted controversy," the statement says. May 02 Nicla Vassallo: the mind-reader.
ILSOLE24ORE.COM > Cultura e Tempo libero In cosa crede chi (non) crede? di Nicla Vassallo
20 APRILE 2008
Jasper Griffin (Snob, Adelphi, pagine 162-3) riporta da Saki (H.H. Munro) un brano esilarante. Una dama, dopo la morte, riesce a farsi presentare al Buon Dio, a cui si rivolge in un francese scandito e molto formale: «Sono la Principessa Lo-ri-koff. È un gran piacere fare la Vostra conoscenza. Abbiamo parlato molto di Voi nella chiesa di Rue Million». Non viviamo purtroppo nello Stato francese, sinceramente laico, e parliamo molto più di Dio (o di dio), mostrando verso di lui (ma perché non verso di lei?) una condiscendenza, o una durezza spesso fuori luogo. Difatti, accade con una frequenza sempre maggiore che personaggi pubblici di ogni sorta (o con l'aspirazione a divenir tali) asseriscano apertamente di essere laici, e che di questa loro laicità vengano poi accusati dai cattolici. Gli uni e gli altri non devono sapere che "laico" si riferisce a chi non appartiene al clero, a chi non ha ricevuto gli ordini sacerdotali, oppure impiegano "laico" in un significato più lasco per indicare chi è avulso dai principi e dalla pratica di una fede, facendo così confusione tra chi è ateo e chi è agnostico. D'altro canto, con la stessa frequenza, altri personaggi pubblici di ogni sorta (o con l'aspirazione a divenir tali) asseriscono altrettanto apertamente di essere da sempre cattolici, o di aver ritrovato la fede perduta, o di essersi convertiti più o meno recentemente. Questo fenomeno, che un banale calcolo statistico dà senz'altro in crescita esponenziale, in Italia e non solo, viene alimentato dai tanti volumi atei e a volte cattolici (volumi spesso provocatori e retorici; di rado ben argomentati: altrimenti avrebbero poche chance di trasformarsi in best-seller) che autori con background culturali dei più variegati (spesso digiuni di filosofia della religione e di teologia; attenzione però a non scambiare l'una per l'altra) consegnano agli editori e che gli editori stampano senza alcun ritegno. «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere»: dovremmo attenerci a questo principio. Anche se non troviamo convincente il Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein, il principio non perde il proprio valore. Lo si capisce sposando la nozione di significato come giustificazione, sostenuta a vario titolo e in misure diverse dal secondo Wittgenstein, da Wilfrid Sellars, da Michael Dummett e da Robert Brandom: il significato di un'asserzione è dato dalla sua giustificazione, o, in parole più semplici, un'affermazione ha significato se siamo in grado di giustificarla, il che equivale a disporre di buone ragioni per credere che essa è vera. Quando affermiamo «sono ateo», stiamo in effetti affermando «Dio (o dio) non esiste» e per la nozione di significato come giustificazione stiamo dicendo qualcosa che ha significato solo nel caso in cui disponiamo di buone ragioni per credere che sia vero che Dio (o dio) non esiste. D'altro canto, se affermiamo «sono cattolico», stiamo in effetti affermando «Dio esiste» e per la nozione di significato come giustificazione stiamo dicendo qualcosa che ha significato solo nel caso in cui disponiamo di buone ragioni per credere che sia vero che Dio esiste. Personalmente non dispongo né delle prime ragioni, né delle seconde, e, sempre che ci siano, queste ragioni sono conseguibili grazie a competenze in filosofia della religione e in teologia, che la maggior parte di noi non possiede e che un intellettuale coscienzioso, così come un personaggio pubblico responsabile, non dovrebbe fingere di possedere. Ne segue che non possiamo dichiararci pubblicamente né atei, né cattolici: dobbiamo wittgensteinianamente tacere. Se l'agnosticismo equivale alla sospensione del proprio giudizio, ci è invece concesso di dichiararci agnostici, proprio perché non disponiamo di buone ragioni per credere né che sia vero che Dio (o dio) non esiste, né che sia vero che Dio esiste. Otteniamo la medesima conclusione grazie una delle massime conversazionali griceane: «Tenta di dare un contributo che sia vero», cioè non affermare ciò che credi falso e ciò per cui non disponi di buone ragioni. Altrimenti il tuo contributo alla conversazione non ha valore conoscitivo: magari vuoi fare dell'ironia e allora ridiamo tutti assieme, oppure intendi ingannarmi per esercitare un certo controllo sulla mia libertà di pensiero, oppure sei epistemicamente irresponsabile, se non addirittura uno stupido. Chi fa un'asserzione deve essere in grado di giustificarla, il che comporta la capacità di rispondere, se non alla domanda «come fai a saperlo?», a quella senz'altro meno ambiziosa «perché lo credi vero?». Se non si è in grado di giustificare la propria asserzione e alla domanda «perché lo credi vero?» si risponde in sostanza «non sono fatti tuoi», non ci si assume la responsabilità epistemica di fronte alle proprie asserzioni, o si è talmente stupidi da pensare che si possa asserire ciò che ci pare, anche cose come «la luna è fatta di formaggio», senza dover rendere conto a nessuno, se stessi inclusi. In ogni caso, è palese che non sa fare asserzioni chi non è in grado di giustificare le proprie asserzioni; di conseguenza, non gli si dovrebbe prestare alcuna attenzione. Abbiamo forse una qualche buona ragione epistemica di credere ad affermazioni fatte da chi non ci offre alcuna giustificazione per esse? Sebbene valga per ogni affermazione, quanto vado sostenendo è particolarmente rilevante nel caso delle affermazioni che riguardano la propria posizione rispetto all'esistenza di Dio (o dio), perché di queste affermazioni si sta facendo un uso smodato, anche per giungere a conclusioni assai opinabili come (per esempio) le seguenti: bisogna essere atei per contrastare l'invadenza della Chiesa (o chiesa) nella vita politica ed essere cattolici per agevolare l'influenza della Chiesa in essa; bisogna essere atei per credere nell'evoluzione ed essere cattolici per credere nell'intelligent design, bisogna essere atei per evitare di appellarsi alle radici cristiane dell'Europa ed essere cattolici per ricordare quelle radici, bisogna essere atei per schierarsi contro ogni principio etico e cattolici per schierarsi a favore dell'etica. Saremmo intellettualmente più onesti se consegnassimo queste questioni nelle mani di esperti: le questioni dei rapporti tra Stato e Chiesa (o chiesa) ai filosofi politici e agli specialistici di scienze politiche, le questioni che riguardano l'evoluzione ai biologi e ai filosofi della scienza, le questioni che riguardano l'intelligent design agli epistemologi, ai metafisici, ai teologi, le questioni che riguardano le radici cristiane dell'Europa agli storici. Penso a esperti veri e propri, non a "intellettuali" da strapazzo che non sono affatto esperti, pur spacciandosi come tali, che vantano una lunga serie di infarinature del più e del meno, che magari militano (ingiustificatamente e opportunisticamente) tra gli atei o tra i cattolici. Quanto alla stravagante pretesa che l'ateismo sia contro l'etica e il cattolicesimo sia a favore dell'etica, si sentono troppi discorsi non solo pericolosi (senz'altro per la ricerca scientifica e per la condizione femminile), ma anche capaci di generare assurde convinzioni: non si darebbero valori che non siano prettamente etici, i valori etici sarebbero esclusivamente cristiani, gli atei non potrebbero abbracciare valori cristiani. In proposito, vorrei limitarmi a un suggerimento: proviamo a partire da Platone. Il dilemma si trova nell'Eutifrone. A chi afferma (per esempio) che uccidere è errato perché è contrario alla volontà di Dio, è lecito domandare: Dio vieta di uccidere perché uccidere è errato, o uccidere è errato perché Dio vieta di uccidere? Se ci viene risposto che Dio vieta di uccidere perché uccidere è errato, ne dobbiamo arguire che il principio «uccidere è errato» è indipendente dalla volontà di Dio, mentre se ci viene risposto che uccidere è errato perché Dio vieta di uccidere, ne dobbiamo desumere che la volontà di Dio non risulta basata su ragioni di ordine etico. Partire da Platone ci aiuta a ragionare e dialogare. Non è un caso che sia proprio Platone a fare dire a Socrate nel Menone che è necessario legare le opinioni veraci, ovverosia le credenze vere, con la conoscenza della causa, ovverosia della ragione o, in termini più neutri, della giustificazione. April 20 The obsessive question that finds no answerSi tratta di un reperto storico. Ma oggi va qui. Turn it up.
April 04 My blueberry nightmare
Wong Kar Wai was my first cinematographic emotion. Wong Kar Wai is my latest, painful disappointment. I mean…Norah Jones?!? Jude Law!!?? LOUIS VUITTON??!!?? What the hell has gotten into you, Kar Wai? Where is the emotion? Where the intensity? Norah Jones is hideous all the way through the film. She made me feel nothing. She annoyed me in the scenes with Jude Law, miserably paled away in those with Rachel Weisz and David Strathairn. Rachel Weisz:
Wow! I never thought much of Natalie Portman, but I guess it’s not hard to shine next to Norah Jones. Jude Law doesn’t seem much more than a pretty face to me. Chan Marshall was cute. And what about the re-arranged version of the “In the mood for love” theme? I mean, are you kidding me??? Kar Wai, ma che fai??? And, dulcis in fundo, that wonderful Louis Vuitton bag… Sad. So very sad. January 23 Vita su Marte? Sì dai!!
C'è vita su Marte? Ufologi in tiltProbabilmente è un effetto ottico, ma sembra una statuina verde femminile a mani giunte inginocchiata
MILANO - È una collinetta? Un semplice gioco di ombre? O veramente si tratta di qualche strana creatura marziana? Probabilmente non è il famoso omino verde quello scovato sulle alture del pianeta rosso ma un'insolita roccia. Tuttavia, le immagini catturate a fine del 2007 dalla sonda spaziale Spirit, e riprese ora da vari siti, hanno acceso un vivace dibattito in rete e messo in agitazione diversi blogger. IMMAGINI - Bluff o clamorosa scoperta? Questi i fatti: si tratta di alcune affascinanti foto panoramiche scattate appunto da uno dei due robot della Nasa in missione sulla superficie marziana nell'ambito dell'operazione Mars Explorer. Nonostante le tempeste di sabbia che imperversano, sono ancora in attività le due rover robotizzate Spirit e Opportunity che dal 2004 hanno continuato a marciare sul suolo mandando immagini a 360 gradi e dati sulla conformazione del pianeta. Proprio uno di questi paesaggi è finito sotto la lente d'ingrandimento degli appassionati di astronomia. Dalle colline si intravede, infatti, un misterioso omino, apparentemente di colore verde che passeggia indisturbato. Anche i londinesi Daily Mail e Times si domandano a questo punto - un po'ironicamente - se effettivamente la sonda abbia scoperto finalmente la vita su Marte. Per il Daily Mail ha tutta l'aria di essere «una figura femminile che distende un braccio»; per il Times è «Bin Laden che si nasconde a 300 milioni di miglia di distanza dalla Terra». COMMENTI - La notizia è naturalmente tra le più commentate: per molti si tratta semplicemente di un effetto ottico basato su luci e ombre - un po' come fu per l'oramai celebre «volto» scovato sulla superficie di Marte. La foto è autentica secondo The Register - scattata appunto su Marte (in una lunga esposizione durata dal 6 al 9 novembre 2007, come dice espressamente la foto pubblicata sul sito della Nasa, l'ente spaziale americano afferma che la foto è in colori leggermente falsati in modo di aumentare i contrasti dell'immagine). E sarebbe stato un lungo e minuzioso esame, pixel dopo pixel, di vari astronomi amatoriali, a portare ora alla luce l'intrigante sagoma. MISSIONE - Nessun commento è arrivato dall'agenzia statunitense. Per gli scienziati della Nasa la sonda Spirit ha effettivamente trovato alterazioni sulle rocce che dimostrerebbero ancora una volta che sul pianeta rosso c'era acqua. Secondo le prove raccolte in questi anni l'acqua potrebbe avere interagito e cambiato la composizione di queste rocce. Agli antipodi del pianeta rosso, Opportunity, aveva già individuato prove evidenti di un ambiente un tempo umido. Già i primi robot, Viking 1 e Viking 2, atterrati su Marte nel 1976, cercarono indizi della presenza di forme di vita elementari, ma senza successo. A ogni modo il presunto «alieno» genera curiosità, se non addirittura ilarità, ma quanto meno ci porta a domandarci nuovamente siamo gli unici nell'universo? Elmar Burchia
Certo che Elmar l'ottimismo non sa proprio dove stia di casa.. |
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